Religione
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Scopri i simboli della Religione Russa
 

Dopo la conversione del principe di Kiev, Vladimiro il Grande, nel 988, seguito dal battesimo collettivo degli abitanti della città, la principale religione in Russia è la Religione Cristiana Ortodossa.

All’inizio degli anni ’90, il numero complessivo dei fedeli era stimato in 37 milioni di persone (circa un quarto della popolazione). Considerata come un simbolo dell’eredità e della cultura russa, la Chiesa gode di immenso rispetto, anche da parte dei non-credenti. Le feste ortodosse sono celebrate ufficialmente e gli uomini politici partecipano sempre più spesso alle principali cerimonie religiose. Numerosi luoghi di culto sono stati ufficialmente riaperti.

La riabilitazione con più grande significato simbolico e spettacolare è senz’altro quella della cattedrale del Salvatore a Mosca; questo sontuoso edificio, costruito nella prima parte dell’800 per commemorare la vittoria dei Russi su Napoleone Bonaparte, prima distrutta e poi completamente ricostruita e riaperta al culto nel 1995.

La Russia non ha un retaggio di libertà di religione a cui attingere.

Agli inizi degli anni '80, l'Unione Sovietica ha iniziato a sfaldarsi, e i leader russi hanno mostrato di avere, circa la libertà di religione, una visione nuova, senza precedenti. che nel 1990 ha portato all'Atto sulla Libertà di Religione, prima legge emessa in Russia a sancire la libertà di religione.

Nel dicembre del 1993 i russi hanno eletto un nuovo Parlamento ed approvata una costituzione nuova. Con essa si sanciva la Federazione Russa quale stato laico e si vietava che vi fosse una religione obbligatoria o favorita dallo stato. Con essa si rendeva inoltre illegale incitare all'odio verso persone a motivo delle loro convinzioni religiose. Col crollo del comunismo, hanno iniziato ad insediarsi in Russia molti movimenti religiosi che il preesistente regime comunista aveva bandito dal paese. Nel corso degli anni '90, però, alcuni capi religiosi ortodossi hanno dato voce all'opposizione contro le attività di religioni" straniere".

Ciò portava il parlamento russo ad introdurre una legge che poneva gravi restrizioni ai diritti di tutte le religioni presenti in Russia, con l'eccezione di poche elette. Dopo averla più volte respinta, nel settembre 1997 il presidente acconsentiva, nonostante le proteste internazionali.

La legge è concepita in modo da perpetuare il dominio religioso della Chiesa Ortodossa Russa senza scontentare islamismo, buddismo, giudaismo e cattolicesimo. Qualunque organizzazione religiosa che non sia in grado di provare che, al momento dell''entrata il vigore della legge, era già presente in Russia da più di 15 anni, non viene considerata riconosciuta, e la sua "iscrizione" è soggetta a tutta una serie di requisiti repressivi volti a restringere le attività delle associazioni esistenti, e ad impedire che se ne costituiscano di nuove. Nel cammino intrapreso per uscire dal suo passato totalitario, questa legge ha costituito un grosso passo indietro. E' totalmente contraria alla costituzione, che sancisce che la Russia è uno stato laico, e viola inoltre i dispositivi a difesa dei diritti umani.