I simboli
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Casa di Dio

Il visitatore di una chiesa ortodossa e’ generalmente impressionato dalle caratteristiche proprie e dalle differenze esterne tra questo luogo di culto e quelli delle altre tradizioni cristiane. I colori splendenti, l'iconografia e la bellezza interna di una chiesa ortodossa sono generalmente in contrasto con la semplicità che si riscontra in molte chiese di altre Confessioni cristiane. Quando si entra in una chiesa ortodossa e’ come entrare in un mondo di colore e di luce. La struttura architettonica e la decorazione interna della chiesa non creano solamente una caratteristica atmosfera di culto, ma riflettono ed esprimono anche molti intendimenti fondamentali dell'Ortodossia.

Bellezza e simboli

La Chiesa ortodossa crede che Dio sia il Creatore del cielo e della terra, presente nella Sua opera attraverso le Sue energie creative. Cio’ significa che il mondo materiale, prezioso e buono, e’ un mezzo importante attraverso il quale Dio si manifesta.

La Chiesa ortodossa afferma questa convinzione tramite l'ampio uso della creazione materiale non solo per l'abbellimento dei suoi luoghi di culto, ma anche nei suoi sacramenti e funzioni sacre. Dal momento che sono fruibili tutti i doni della creazione, l'interno di una chiesa ortodossa e’ di solito molto bello. Progettato per creare un'atmosfera che e’ di intimita’ con il divino, l'edificio e’ pieno di un senso di gioia e di gratitudine per la bonta’ di Dio.

L'Ortodossia riconosce cosi’ che la bellezza e’ una dimensione fondamentale della vita umana. Tramite l'iconografia e le cerimonie liturgiche della Chiesa, la bellezza della creazione diventa un mezzo importantissimo per lodare Dio. I doni divini del mondo materiale vengono modellati dalle mani umane in un'espressione di bellezza che glorifica il Creatore. Come la pia donna verso’ il suo olio profumato sui piedi di Gesu’, nostro Signore, cosi’ l'Ortodossia cerca sempre di offrire a Dio quanto di meglio e di piu’ bello esiste.

 

Spazio sacro

L'interno della chiesa e’ molto importante per il culto ortodosso. L'architettura e l'arte sono funzionali all'esperienza totale del culto che coinvolge intelletto, sentimenti e sensi. L'Eucaristia e gli altri sacramenti e funzioni sacre si svolgono alla presenza di Dio, rendendo testimonianza della Sua presenza e della Sua opera.

 

 

Quindi nella tradizione ortodossa vi e’ una fortissima consapevolezza che la chiesa e’ la Casa di Dio e il posto in cui dimora la Sua gloria. Per questo tutte le chiese ortodosse sono benedette, consacrate e distinte come spazio sacro. L'intera chiesa rende testimonianza della presenza di Dio tra il Suo popolo.

Un'antica espressione dice: Il cristiano consideri bene, quando entra in chiesa, che entra in un altro cielo; che la stessa maestosita’ di Dio che si trova in cielo e’ anche nella Sua chiesa. Percio’ il cristiano vi deve entrare con reverenza e timore. Nella sua forma ideale una chiesa ortodossa e’ relativamente piccola affinche’ si evidenzi e si rafforzi il senso di comunita’ nel culto. Essa e’ generalmente costruita a forma di croce e divisa in tre sezioni: il nartece, la navata e il santuario.

l nartece e’ una specie di vestibolo. Nell'antichita’ questo spazio era il luogo dove i catecumeni (coloro che venivano educati nella fede e preparati al battesimo) e i penitenti rimanevano durante certi momenti delle funzioni. Oggi l'inizio della funzione del battesimo e, in alcune parrocchie, anche quello della funzione del matrimonio si svolge nel nartece per procedere poi nella navata. Questa processione rappresenta simbolicamente un movimento graduale nel Regno di Dio.

In molte parrocchie ortodosse il nartece e’ lo spazio dove i fedeli fanno le loro offerte, prendono una candela, l'accendono davanti ad una icona e innalzano una preghiera personale prima di unirsi all'assemblea.

La navata e’ il vasto spazio centrale della chiesa, dove i fedeli si riuniscono per il culto. Benche’ la vecchia usanza voglia che la navata sia aperta e senza sedie, oggi in molte chiese ortodosse,

soprattutto dell'occidente, ci sono panche. Nella parte destra della navata si trova il trono del vescovo, dal quale questi presiede la liturgia, quale icona vivente di Cristo tra il suo popolo. Anche in assenza del vescovo il trono ricorda a tutti

che la parrocchia non e’ una realta’ isolata, ma che fa parte di una diocesi guidata dal vescovo. Nella parte sinistra della navata e’ collocato il pulpito, dal quale e’ proclamato il Vangelo e pronunciata l'omelia. Il coro e i cantori occupano frequentemente le zone sui lati della navata.

Il santuario e’ la parte piu’ sacra della chiesa e la zona riservata al clero e ai suoi assistenti. Il santuario con il santo altare e’ separato dalla navata per mezzo dell'iconostasi. Questa divisione serve a ricordarci che il Regno di Dio non e’ completo e che spesso ci troviamo separati da Dio a causa del peccato. Pero’, durante la Divina Liturgia, quando si ha accesso ai Santi Doni, ci viene ricordato che tramite Cristo il cielo e la terra sono uniti e che tramite Lui noi abbiamo accesso al Padre. Non tutte le funzioni si svolgono nel santuario. Molte sono celebrate nel centro della navata, in mezzo all'assemblea. L'Ortodossia sottolinea cosi’ che il culto della Chiesa e’ offerto da e per tutto il popolo.

 

L'altare

L'altare o santa mensa, e’ il cuore e il centro di una chiesa ortodossa. E' qui che i doni eucaristici, il pane e il vino, sono offerti al Padre, come Cristo ci raccomando’ di fare. Li’ si custodisce il tabernacolo con la Santa Comunione riservata agli ammalati o ai moribondi. Li’ si tiene il Vangelo quando non e’ celebrata la Divina Liturgia.

L'iconostasi

L'iconostasi e’ il pannello di icone che separa il santuario dalla navata. L'origine di questa parte caratteristica di una chiesa ortodossa risale all'antico uso di porre le icone su un muro basso davanti al santuario. Con il tempo le icone furono fissate diritte sul muro, da li’ il nome iconostasi.

Nella pratica contemporanea l'iconostasi puo’ essere assai elaborata e nascondere la maggior parte del santuario, o molto semplice e aperta. L'iconostasi ha tre porte, usate durante le funzioni: la porta diaconale d'ambedue i lati e al centro la Porta Reale. Di solito vi e’ una tenda o una porta che nasconde l'Altare quando non vengono celebrate le funzioni. Nella parte destra dell'iconostasi si trovano sempre le icone di Cristo e di San Giovanni Battista. Nella parte sinistra vi sono sempre le icone della Teotoco (Genitrice di Dio) e del santo patrono o dell'evento sacro al quale la chiesa e’ dedicata. Oltre a queste icone, se ne possono aggiungere altre, secondo la tradizione e lo spazio.

Icone

L'icona, immagine sacra, e’ l'espressione tipica dell'arte della Chiesa ortodossa. Nella pratica attuale l'icona puo’ essere realizzata su legno, su tela, in mosaico o affresco. Le icone rappresentano Cristo, Maria la Teotoco, i santi e gli angeli, personaggi o avvenimenti della Bibbia o della storia della Chiesa, le grandi feste dell'anno liturgico quali Natale, Pasqua, ecc. L'icona occupa un posto importantissimo nel culto e nella teologia della Chiesa ortodossa. Essa non ha semplicemente funzione decorativa o educativa. Innanzitutto rende presente il soggetto raffigurato. L'icona e’ come una finestra che unisce il cielo e la terra. Quando compiamo il nostro culto, lo facciamo come parte della Chiesa, che include i vivi e i defunti. Non perdiamo mai contatto con coloro che sono con il Signore nella gloria. Questa fede e’ espressa ogni volta che si venera un'icona o si pone una candela davanti ad essa. L'icona e’ anche un'immagine della Chiesa. Ci ricorda la nostra responsabilita’ di rendere viva la presenza di Cristo nelle nostre vite. Molte chiese ortodosse hanno icone non solo sull'iconostasi, ma anche sui muri, soffitti ed archi. Nel santuario, in alto nell'abside, vi e’ spesso una grande icona della Teotoco con in braccio Gesu’ bambino per ricordare l'importanza del mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. La Chiesa ortodossa infatti crede che Maria sia l'essere umano piu’ vicino a Dio. In alto nella chiesa, sul soffitto o nella cupola, si trova l'icona di Cristo Onnipotente, il Pantocratore, Cristo trionfante che regna come Signore del cielo e della terra. Quando si guarda in giu’, sembra che l'intera chiesa e tutta la creazione provengano da Lui. Se si guarda in se’, sembra che tutte le cose si dirigano a Cristo Signore. Egli e’ l'Alfa e Omega, l'inizio e la fine. Questo e’ il messaggio dell'Ortodossia.

Cristianita' orientale

La Chiesa ortodossa incarna ed esprime i ricchi tesori spirituali dellacristianita’ orientale. Non va dimenticato che Gesu’ Cristo annunzio’ il SuoVangelo in Palestina e che le prime comunita’ cristiane apparvero nei territori orientali dell'Impero Romano. E' in Oriente che nei primi secoli la fede cristiana maturo’ prima nella lotta contro il paganesimo e l'eresiapoi. E' li’ che i grandi Padri della Chiesa vissero e insegnarono. Fu in citta’ dell'Oriente che le fondamenta della nostra fede furono proclamate nei sette Concili Ecumenici. Lo spirito della cristianita’, nutrito in Oriente, ebbe caratteristiche proprie; fu diverso da quello sviluppatosi nella parte occidentale dell'Impero romano e nei susseguenti regni medievali nell'Europa occidentale. Mentre il cristianesimo occidentale risenti’ molto della giurisprudenza romana ed insistette sulle inderogabilita’ delle norme morali, il cristianesimo orientale si nutro’ delle culture semitica ed ellenistica. Mentre l'Occidente dava risalto alla Passione di Cristo ed al peccato dell'uomo, l'Oriente esaltava la resurrezione di Cristo e la deificazione dell'uomo. Mentre l'Occidente tendeva a una visione legalistica della religione, l'Oriente elaborava una teologia piu’ mistica. Poiche’ la Chiesa non era monolitica, le due grandi tradizioni coesistettero per piu’ di mille anni, fino al grande scisma del 1054. Oggi, i cattolici romani e i protestanti sono gli eredi della tradizione occidentale, mentre gli ortodossi sono gli eredi della tradizione orientale.

Ortodossi

I cristiani delle Chiese orientali si chiamano ortodossi. Questo termine che risale al V secolo, ha due significati intimamente collegati tra loro. Il primo indica il vero insegnamento: la Chiesa ortodossa infatti ritiene di aver conservato e trasmesso la fede cristiana, senza errori e alterazioni, sin dai tempi apostolici. Il secondo significato, preferito attualmente, indica la vera lode: benedire, lodare e glorificare Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e’ lo scopo fondamentale della Chiesa, di tutte le sue attivita’, perfino delle formulazioni dottrinali. Anche la parola cattolica definisce la Chiesa ortodossa. Il Credo niceno-costantinopolitano (381) invero recita la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica. Cattolica significa che la Chiesa e’ universale, comprende persone di tutte le razze e culture. Afferma anche che la Chiesa ha conservato la pienezza della fede cristiana. Si e’ anche soliti definire le Chiese ortodosse come chiesa greca, russa e antiochena. Cosi’ ci si riferisce alle radici culturali o etniche di una particolare parrocchia, diocesi, arcidiocesi o anche di una intera giurisdizione ecclesiastica.

Diversita’ nell'unita’

La Chiesa ortodossa e’ una federazione internazionale di Chiese patriarcali, autocefale e autonome. Ogni Chiesa e’ indipendente nella sua organizzazione interna e segue le sue proprie tradizioni particolari. Tutte queste Chiese pero’ sono unite nella stessa fede e nello stesso ordine canonico. La Chiesa ortodossa riconosce che l'unita’ non significa uniformita’. Alcune Chiese sono ricche di storia, come la Chiesa di Costantinopoli,mentre altre sono relativamente giovani, come la Chiesa di Finlandia;alcune, come la Chiesa di Russia, esercitano la loro giurisdizione su un vastissimo territorio, mentre altre su uno molto piccolo, come la Chiesa del Sinai. Ogni Chiesa e’ guidata da un sinodo di vescovi. Il presidente del sinodo e’chiamato patriarca, arcivescovo, metropolita o catholicos. Tra i vari vescovi, al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli viene riconosciuta una precedenza d'onore ed e’ considerato come primo tra eguali.

Il culto

Venite, inchiniamoci e prostriamoci innanzi a Cristo, Re e Dio nostro (Funzione dei Vespri).

Questo invito segna l'inizio di ogni giorno per la Chiesa ortodossa ed esprime l'atteggiamento che e’ al cuore dell'Ortodossia. L'adorazione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e’ fondamentale per la vita e lo spirito della Chiesa ortodossa. Data l'importanza del culto per l'Ortodossia, la migliore introduzione ad essa e’ assistere alla Divina Liturgia o alla celebrazione di uno dei piu’ importanti sacramenti. All'inizio si puo’ restare sopraffatti dalla musica e dalle cerimonie, ma e’ solo nel culto che il senso del mistero, le ricche tradizioni e la fede dell'Ortodossia vengono vissute.

Dimensioni del culto

Il culto e’ un'esperienza che coinvolge l'intera Chiesa. Quando ci raduniamo per il culto, ognuno di noi lo fa come membro della Chiesa che trascende i confini della societa’, del tempo e dello spazio. Benche’ ci raduniamo in un particolare momento e in un particolare luogo, le nostre azioni vanno ben oltre gli ambiti della semplice parrocchia, si collocano nello stesso Regno di Dio. Adoriamo in comunione con i fedeli sia vivi che defunti. Ci sono due dimensioni del culto ortodosso che si riflettono attraverso le numerose funzioni della Chiesa. Anzitutto, il culto e’ una manifestazione della presenza e azione di Dio tra il Suo popolo. E' Dio che raduna il Suo popolo disperso ed e’ Lui che si rivela quando siamo alla Sua presenza. Il culto della Chiesa ortodossa esprime in modo vivissimo la verita’ che Dio dimora in mezzo al Suo popolo e che siamo stati creati per partecipare alla Sua vita. In secondo luogo, il culto e’ la nostra risposta collettiva di ringraziamento per la presenza di Dio e un ricordo della Sua opera salvifica, specialmente della vita, morte e resurrezione di Gesu’ Cristo. Il culto ortodosso e’ incentrato su Dio. Egli agi’ nella storia ed Egli continua ad agire attraverso lo Spirito Santo. Siamo memori delle Sue opere e rispondiamo al Suo amore con lode e ringraziamento. Cosi’ facendo ci avviciniamo maggiormente a Lui.

Espressioni di culto

Il culto nella Chiesa ortodossa si esprime principalmente in quattro modi:

L'Eucaristia, che e’ la piu’ importante esperienza di culto dell'Ortodossia. La parola greca Eucaristia significa rendimento di grazie. Nella Chiesa ortodossa l'Eucaristia e’ chiamata anche Divina Liturgia.

I sacramenti, che affermano la presenza e l'azione di Dio negli avvenimenti importanti della nostra vita cristiana. Tutti i piu’ importanti sacramenti sono strettamente collegati con l'Eucaristia: battesimo, cresima, confessione, matrimonio, sacri ordini e unzione dei malati.

Funzioni speciali e benedizioni, che affermano anche la presenza e l'azione di Dio in tutti gli avvenimenti, necessita’ ed opere della nostra vita.

Le funzioni quotidiane, cioe’ gli uffici di preghiera pubblica che si svolgono durante tutto il giorno. Le piu’ importanti sono il Mattutino, che e’ la preghiera del mattino ed i Vespri, ovvero la preghiera serale.

Caratteristiche

Benche’ le funzioni ortodosse possano essere spesso molto solenni e lunghe, esprimono sempre un senso profondo e penetrante di gioia per la nostra fede nella resurrezione di Cristo e nella deificazione dell'umanita’. Per intensificare questo sentimento e per incoraggiare la piena partecipazione dei fedeli, le funzioni sono sempre cantate. L'adorazione non si esprime solo a parole. Oltre alle preghiere, agli inni ed alle letture bibliche, vi sono numerosi riti, cerimonie e processioni. La Chiesa fa ricco uso di simboli non verbali per esprimere la presenza di Dio e il nostro rapporto con Lui. Il culto ortodosso coinvolge la persona intera: il suo intelletto, i suoi sentimenti ed i suoi sensi. Le funzioni nella Chiesa ortodossa seguono un ordine prestabilito. Cio’ e’ prezioso per conservarne la dimensione comunitaria e mantenere una continuita’ con il passato. Anche il contenuto delle funzioni e’ prestabilito. Vi sono elementi fissi e parti che cambiano secondo la festa, la stagione o la circostanza particolare. Il regolamento delle funzioni da parte di tutta la Chiesa pone in rilievo il fatto che il culto e’ espressione dell'intera Chiesa e non di un particolare prete e di una comunita’. Un importante scopo secondario del culto e’ l'insegnamento della fede. Vi e’ una relazione strettissima tra il culto e gli insegnamenti della Chiesa. La fede e’ espressa nel culto; il culto serve a rafforzare ed a comunicare la fede. Di conseguenza le preghiere, gli inni ed i gesti liturgici sono importanti mezzi di catechesi. Il regolamento delle funzioni serve anche a conservare la vera fede e a proteggerla dall'errore. La celebrazione della Divina Liturgia e dei sacramenti e’ sempre svolta da un sacerdote. Nella parrocchia locale e’ generalmente un sacerdote che agisce in nome del vescovo, talvolta coadiuvato da un diacono. Quando il vescovo e’ presente, presiede lui le funzioni. I paramenti del celebrante esprimono la sua chiamata speciale al ministero, nonche’ la sua particolare carica. Dato che il culto nell'Ortodossia e’ un'espressione dell'intera Chiesa, sono richiesti la partecipazione attiva e il coinvolgimento dell'assemblea. Non vi sono funzioni private o funzioni semplicemente dette nella Chiesa ortodossa e nessuna puo’ aver luogo senza un'assemblea. Questo forte senso di comunita’ e’ espresso nelle preghiere ed esortazioni che sono al plurale. L'assemblea deve partecipare attivamente alle funzioni: cantare gli inni, concludere le preghiere con Amen, rispondere alle petizioni, fare il segno della croce, inchinarsi, e specialmente ricevere la Santa Comunione durante la Divina Liturgia. Quella eretta e’ la posizione di preghiera preferita nella Chiesa ortodossa. L'assemblea s'inginocchia solamente in momenti solenni particolari, come l'Invocazione dello Spirito Santo durante la Divina Liturgia. La litania e’ una parte importante delle funzioni ortodosse. La litania e’ un dialogo tra il prete o il diacono e l'assemblea, che consiste in un numero di preghiere-petizioni, seguite dalla risposta Signore, abbi pieta’ o Concedi, o Signore. Le litanie sono frequenti nelle funzioni e servono spesso a distinguere sezioni particolari. Il culto ortodosso e’ stato sempre celebrato nella lingua del popolo. Non vi e’ una lingua liturgica ufficiale o universale. Spesso nelle comunita’ della diaspora due o piu’ lingue sono utilizzate nelle funzioni per provvedere alle necessita’ dell'assemblea. Oggi in tutto il mondo, le funzioni sono celebrate in piu’ di venti lingue, come la greca, la slavonica, l'araba, l'albanese, la rumena, l'inglese, l'ugandese ecc.

La Santa Liturgia

Non sapevamo se eravamo in cielo o in terra, perche’ sicuramente non vi e’ tale splendore o bellezza in alcun punto della terra. Non possiamo descriverlo; sappiamo solamente che Dio dimora li’ tra gli uomini e che il loro culto e’ superiore a quello di tutti gli altri luoghi ... Nell'ultima parte del X secolo Vladimiro, principe di Kiev, invio’ emissari in vari centri cristiani per studiarne il culto. Queste furono le parole pronunciate quando gli inviati riferirono la loro esperienza alla celebrazione dell'Eucaristia nella Grande Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. La profonda impressione espressa dagli inviati russi e’ stata condivisa, attraverso i secoli, da molti che hanno testimoniato per la prima volta la bellissima e ispirata Divina Liturgia della Chiesa ortodossa. La Santa Eucaristia e’ la piu’ antica esperienza del culto cristiano, nonche’ la piu’ caratteristica. In un senso particolare la parola descrive la forma piu’ importante dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti di tutta la vita. L'Eucaristia e’ stata istituita da Cristo nell'Ultima Cena, durante la quale raccomando’ ai Suoi discepoli di offrire pane e vino in Sua memoria. L'Eucaristia e’ l'evento piu’ tipico del culto ortodosso perche’ in essa la Chiesa si raduna per ricordare e celebrare la vita, la morte e la resurrezione di Cristo e, quindi, partecipare al mistero della salvezza. Come gia’ detto, nella Chiesa ortodossa l'Eucaristia e’ chiamata anche Divina Liturgia. La parola liturgia significa opera comune e quindi ne sottolinea il carattere comunitario. Quando un fedele ortodosso partecipa alla Divina Liturgia non e’ una persona isolata che va solamente per ascoltare un'omelia, piuttosto va come membro della comunita’ di fede, che partecipa allo scopo stesso della Chiesa, che e’ il culto della Santa Trinita’. Percio’ l'Eucaristia e’ veramente il centro della vita della Chiesa e il principale mezzo di crescita spirituale, sia per il singolo cristiano che per la Chiesa nel suo insieme. Non solo l'Eucaristia incarna ed esprime la fede cristiana in modo unico, ma anche accresce e approfondisce la nostra fede nella Trinita’. Questo sacramento-mistero e’ l'esperienza verso cui tutte le altre attivita’ della Chiesa sono dirette e da cui esse ricevono il loro orientamento. L'Eucaristia, il principale sacramento-mistero della Chiesa ortodossa e’ un'esperienza di comunione con il Dio vivente, in cui preghiera, canto, gestualita’, creazione materiale, arte e architettura sono in piena armonia. L'Eucaristia e’ una celebrazione di fede che tocca non solo la mente, ma anche le emozioni ed i sentimenti. Attraverso i secoli i cristiani hanno visto nell'Eucaristia molte dimensioni del mistero della Chiesa. Le varie definizioni con cui fu descritto il rito testimoniano la ricchezza del suo significato; essa e’ stata conosciuta come la Santa Offerta, il Santo Mistero, la Cena Mistica e la Santa Comunione. La Chiesa ortodossa riconosce i molti aspetti dell'Eucaristia e saggiamente rifiuta di esaltare un elemento a danno degli altri. Cosi’ facendo, l'Ortodossia ha evitato di ridurre l'Eucaristia ad una semplice commemorazione dell'Ultima Cena. Secondo gli insegnamenti sia della Scrittura che della Tradizione, la Chiesa ortodossa crede che Cristo sia realmente presente con il Suo popolo nella celebrazione della Santa Eucaristia. I doni eucaristici del pane e del vino divengono per noi il Suo corpo ed il Suo sangue. Noi affermiamo che questi santi Doni sono trasfigurati nei primi frutti della Nuova Creazione in cui alla fine Dio sara’ tutto in tutti..

Tre liturgie

Come e’ celebrata oggi, la Divina Liturgia e’ frutto di uno sviluppo storico. Il nucleo fondamentale della liturgia risale alla chiesa primitiva. Attraverso i secoli sono stati aggiunti inni, preghiere e gestualita’. La liturgia ha raggiunto una struttura base nel IX secolo.

Vi sono tre forme dell'Eucaristia attualmente in uso nella Chiesa ortodossa:

1. La Liturgia di San Giovanni Crisostomo, che e’ la piu’ frequentemente celebrata. 2. La Liturgia di San Basilio il Grande, celebrata solo dieci volte all'anno. 3. La Liturgia di San Giacomo, celebrata soltanto il 23 ottobre, nella festa del Santo.

Sebbene questi santi non abbiano composto le intere liturgie che recano i propri nomi, e’ probabile che essi siano gli autori di molte delle loro preghiere. La struttura e gli elementi basilari delle tre liturgie sono simili, benche’ si diversificano per certi inni e preghiere. In aggiunta a queste liturgie, vi e’ la Liturgia dei Doni Presantificati. Non e’ propriamente una liturgia eucaristica, ma piuttosto una funzione vespertina seguita dalla distribuzione della Santa Comunione conservata dalla domenica precedente, che viene celebrata nelle mattine o nelle sere infrasettimanali durante la Quaresima e il lunedi’, martedi’ e mercoledi’ della Settimana Santa, quando la piena Eucaristia non e’ permessa per il suo carattere resurrezionale. La Divina Liturgia e’ celebrata solo una volta al giorno per sottolineare e mantenere l'unita’ dell'assemblea locale, ed e’ sempre la funzione principale della domenica e dei giorni festivi, puo’ pero’ essere celebrata anche in altri giorni della settimana. La Divina Liturgia non puo’ essere celebrata privatamente dal sacerdote senza un'assemblea. Di solito e’ celebrata la mattina ma, con la benedizione episcopale, puo’ anche essere celebrata la sera, dopo i Vespri, alla vigilia delle maggiori feste.

Parti della liturgia

La Divina Liturgia puo’ essere divisa in due parti principali: la Liturgia dei catecumeni e la Liturgia dei fedeli, precedute dalla funzione della preparazione dei Santi Doni. Nonostante le diverse interpretazioni simboliche della Divina Liturgia, il senso fondamentale si trova nelle parti e nelle preghiere.

La funzione della preparazione dei Santi Doni

Prima dell'inizio della liturgia il sacerdote si prepara con la preghiera e poi indossa i paramenti. Questi esprimono il suo ministero sacerdotale, nonche’ la sua carica. Poi il sacerdote si reca alla Tavola di preparazione dei Santi Doni (Protesi), che si trova nel santuario, a sinistra dell'altare. Li’ prepara l'offerta del pane e del vino per la Liturgia. Normalmente il pane lievitato e il vino, dai quali l'offerta e’ presa, sono preparati dai membri della comunita’. Gli elementi sono presentati al sacerdote prima della funzione, insieme con i nomi di quelle persone, vive e morte, che debbono essere ricordate durante la Divina Liturgia. L'offerta rappresenta simbolicamente l'intera Chiesa radunata intorno a Cristo, l'Agnello di Dio.

La liturgia dei catecumeni

La Divina Liturgia inizia con la solenne dichiarazione: Benedetto sia il regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre. Con queste parole si ricorda che nella Divina Liturgia la Chiesa diventa una manifestazione reale del Regno di Dio sulla terra. Poiche’ la prima parte della liturgia fu destinata in origine ai catecumeni, ha un carattere catechetico. L'Eucaristia ha anche elementi comuni con altre funzioni. Ci raduniamo come cristiani che condividono la fede nella Santa Trinita’, cantiamo e preghiamo come popolo unito in Cristo, non legato al tempo, allo spazio od a barriere sociali. La Piccola Entrata e’ l'atto centrale della prima parte della liturgia. Si svolge una processione in cui il sacerdote porta il Libro dei Vangeli dal santuario alla navata. La processione ha lo scopo di attirare la nostra attenzione verso la Santa Scrittura e verso la presenza di Cristo nel Vangelo. L'Entrata conduce all'ascolto dell'Epistola, del Vangelo e dell'omelia.

La liturgia dei fedeli

Nella Chiesa primitiva solamente coloro che erano battezzati e non in uno stato di peccato potevano rimanere e partecipare a questa solenne parte della liturgia. Con la Grande Entrata, che ne segna l'inizio, l'offerta del pane e del vino e’ portata dal sacerdote dalla Tavola di Preparazione (Protesi), attraverso la navata, all'altare. Prima che l'offerta possa procedere, tuttavia, siamo chiamati ad amarci gli uni gli altri affinche’, in unita’ di spirito, possiamo confessare la nostra fede. Nella Chiesa primitiva il bacio di pace era scambiato a questo punto. Dopo il simbolico bacio di pace ci uniamo nel professare la nostra fede con le parole del Credo. Soltanto ora possiamo offrire nel dovuto modo i nostri doni del pane e del vino al Padre, come Gesu’ Cristo nostro Signore ci raccomando’ di fare in memoria Sua. Quest'offerta e’ di grande gioia; con essa ricordiamo le potenti azioni di Dio, da cui ci viene il dono della salvezza, e specialmente la vita, la morte e la resurrezione di Cristo. Invochiamo lo Spirito Santo su di noi e sulla nostra offerta, chiedendo al Padre che diventino per noi il Corpo e il Sangue di Cristo. Attraverso il nostro ringraziamento e il nostro ricordo lo Spirito Santo rivela la presenza di Cristo Risorto in mezzo a noi. Il sacerdote viene dall'altare con i Santi Doni, invitando l'assemblea ad avvicinarsi con timore di Dio, con fede ed amore. La partecipazione ai Doni eucaristici non solo esprime la nostra comunione gli uni con gli altri, ma anche la nostra unita’ con il Padre nel Suo Regno. I fedeli si avvicinano ai Sacri Doni e ricevono il pane e il vino eucaristici dal calice comune. Poiche’ la Santa Comunione e’ un'espressione della nostra fede, ricevere i Sacri Doni e’ permesso solo a coloro che sono battezzati, cresimati e membri praticanti della Chiesa ortodossa.

La Liturgia termina con una preghiera di ringraziamento e la benedizione. L'assemblea quindi avanza verso il celebrante per ricevere una porzione del pane liturgico che non e’ stato utilizzato per l'offerta (antidoro).

La Chiesa

La vita della Chiesa ortodossa perpetua e realizza il ministero di Gesu’ Cristo. La stretta associazione tra Cristo e la Sua Chiesa e’ riflessa nelle immagini neo-testamentarie secondo cui Cristo e’ il capo e la Chiesa e’ il Suo corpo; Cristo e’ lo sposo e la Chiesa e’ la Sua sposa. Esse esprimono la realta’ che la Chiesa non esiste indipendentemente da Cristo.

Il Signore e Salvatore Gesu’ Cristo che fu conosciuto, amato e seguito dai primi discepoli in Galilea quasi duemila anni fa, e’ lo stesso Signore e Salvatore che e’ conosciuto, amato e seguito dalla Sua Chiesa nei secoli passati e nel presente.

Come Cristo ha rivelato la Santa Trinita’, cosi’ la Sua Chiesa continua a rivelare la Santa Trinita’ e a lodare Dio nel suo culto. Come Cristo ha riconciliato l'umanita’ con il Padre, cosi’ la Sua Chiesa continua ad essere il mezzo di riconciliazione tramite la parola e l'azione nel mondo.

Come Cristo ha indicato la vocazione dell'autentica vita umana, cosi’ la Sua Chiesa continua ad essere l'ambito attraverso cui l'immagine e la somiglianza di Dio in ognuno di noi viene portata alla perfezione. Il cristiano ortodosso e’ unito a Cristo nel battesimo ed e’ nutrito da Cristo in ogni Eucaristia. L'Ortodossia crede che lo Spirito Santo agisca in e attraverso la Chiesa per rendere presente Cristo nostro Signore e portare la Sua opera a compimento.

La Chiesa ortodossa ha sempre evitato ogni tentazione di sminuire la sua visione della Chiesa. Le immagini bibliche della Chiesa come corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo indicano che essa realmente deve essere riconosciuta come assai piu’ di un' istituzione tra le altre, assai piu’ di un'organizzazione con finalita’ puramente etiche o caritative. Certamente la Chiesa ha i suoi aspetti istituzionali ed e’ sempre soggetta ai peccati ed ai limiti dei suoi membri. Tuttavia, l'Ortodossia crede che in aggiunta al suo ovvio lato umano, la Chiesa abbia anche una dimensione divina. La parola greca per chiesa, ekklesia, significa una comunita’ chiamata e radunata da Dio per uno scopo specifico. Questo significa che la Chiesa puo’ ritenersi l'unico luogo d'incontro tra Dio ed il Suo popolo.

Esperienza personale

La fede ortodossa non puo’ essere pienamente apprezzata o percepita da chi sta al di fuori della Chiesa ortodossa. Essa puo’ sembrare erroneamente una tra le altre Chiese cristiane con una visione del mondo tra tante altre, una Chiesa fastosamente rituale. E' solo dal suo interno che si ha la possibilita’ di viverla come rivelazione della vita divina.

Si e’ cercato di introdurre il lettore a certe dimensioni fondamentali della cristianita’ ortodossa. La nostra specifica sollecitudine e’ stata per coloro che non fanno parte della Chiesa ortodossa, ma che desiderano approfondire la loro valutazione della sua fede, del suo culto e delle sue tradizioni. Certo uno studio attento e’ prezioso e importante. Tuttavia, i tesori dell'Ortodossia non sono pienamente apprezzabili solo attraverso lo studio, ma con un'esperienza personale; anzi, con la partecipazione all'intera vita della Chiesa. E' solo dall'interno della Chiesa che la sua storia puo’ essere conosciuta come la storia del popolo di Dio, la sua fede puo’ essere un'espressione di verita’ e una guida alla bonta’, ed il suo culto puo’ essere un intimo incontro con Dio, che porta al compimento umano in Cristo.

Il messaggio dell'Ortodossia e’ essenzialmente quello scritto dall'apostolo Giovanni: quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perche’ anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione e’ col Padre e col Figlio suo Gesu’ Cristo. Queste cose vi scriviamo, perche’ la nostra gioia sia perfetta (1 Gv 1,3).

L Ortodossia in occidente

La Chiesa ortodossa ha una vocazione universale. Essa non limita la qualita’ di membro a uomini di una specifica cultura, razza, classe o regione del mondo. Anzi, l'Ortodossia tiene in alta considerazione la diversita’ di culture, popoli e lingue nel cui contesto si dispiega la sua vita. Proclama un'unita’ di fede e amore in Cristo, che trascende tutti i confini artificiali di carattere storico-politico. In diverse parti del mondo occidentale la Chiesa ortodossa non e’ piu’ considerata una Chiesa d'immigrazione, anzi e’ stata riconosciuta una delle maggiori Chiese. Comprende persone provenienti dai piu’ vari ambienti etnici e culturali, la cui stragrande maggioranza e’ autoctona. Tra i milioni ormai di ortodossi nel mondo occidentale vi e’ anche un notevole numero di persone provenienti da altre tradizioni cristiane.

Remissione a Cristo

L'ultima remissione del cristiano ortodosso e’ un affidamento a Cristo nostro Signore che e’ conosciuto in e attraverso la Chiesa. Questo viene espresso dalle litanie della Chiesa che ci invitano ad affidare noi stessi e gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio. E, prima di ricevere la Santa Comunione, affermiamo: O Maestro che ami il genere umano, a Te affidiamo tutta la nostra vita e la nostra speranza.

Ciascuno di noi e’ unico e benedetto dallo Spirito Santo con diversi doni e vocazioni nella vita, percio’ il nostro personale affidamento a Cristo sara’ espresso in modo diverso. Tuttavia, l'Ortodossia crede fermamente che tale affidamento sara’ sempre fondato su un'adorazione di Dio e un amore verso il prossimo. Come il culto e’ centrale per la Chiesa nel suo insieme, cosi’ pure il culto, la preghiera personale e soprattutto la partecipazione alla Divina Eucaristia sono centrali nella vita del singolo cristiano ortodosso. Attraverso queste azioni ci avviciniamo a Dio e siamo benedetti con i frutti dello Spirito che ci rendono capaci di sviluppare un servizio d'amore e di responsabilita’ verso gli altri nel nome di Cristo. L'Ortodossia evita ogni tendenza che cerchi di separare l'amore di Dio dall'amore per il prossimo. I due sono inseparabili. Questa convinzione e’ espressa nella Divina Liturgia, nel dialogo tra il sacerdote e l'assemblea in cui si dice: Amiamoci gli uni gli altri, affinche’ in unita’ di spirito confessiamo ... il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la Trinita’ consustanziale e indivisibile. Benche’ l'Ortodossia esalti grandemente il valore del culto, questo non significa affatto che essa sottovaluti l'importanza di una vita vissuta secondo il Vangelo. Percio’, come la Liturgia ci rammenta, solo coloro che vivono con fede e amore possono accostarsi alla Santa Comunione. La nostra partecipazione al corpo e sangue del Signore procura anche ad ognuno l'opportunita’ di essere cristofori, portatore di Cristo, nel mondo in cui viviamo.

Funzioni speciali e benedizioni

Al centro della vita della Chiesa si colloca la Santa Eucaristia, che e’ la principale celebrazione della nostra fede ed il mezzo con cui partecipiamo alla vera vita della Santa Trinita’. I sacramenti sono strettamente collegati all'Eucaristia e testimoniano la continua presenza di Cristo nella vita del Suo popolo.

Oltre all'Eucaristia ed agli altri sacramenti, la Chiesa ortodossa ha un numero di funzioni speciali e benedizioni, connesse con le varie necessita’ e gli eventi della vita umana. Nel celebrare queste funzioni e impartire queste benedizioni, la Chiesa rende costantemente testimonianza alla presenza e all'azione di Dio nella nostra vita. Il nostro Dio e’ un Dio che ci ama, ha cura di noi e ci e’ vicino. Le funzioni e le benedizioni liturgiche servono anche a rammentarci che tutto nella vita e’ importante, che i diversi momenti e doni della vita possono essere volti a Dio e ricevere la loro pienezza in Lui.

Le funzioni speciali, pur non essendo di solito annoverati tra i sacramenti, posseggono un evidente carattere sacramentale, nel senso che rivelano la presenza della Santa Trinita’. Molte di queste funzioni, come il funerale, la benedizione delle acque e l'ingresso nella vita monastica, per nominarne alcune, sono assai importanti per la vita della Chiesa.

Le varie benedizioni consistono in brevi cerimonie occasionali e non coinvolgono necessariamente l'intera comunita’ parrocchiale in modo diretto.

La Chiesa benedice persone, avvenimenti come i viaggi, oggetti come icone, chiese, fiori, campi, animali e cibi. Nel far cio’ la Chiesa non esprime solo la nostra riconoscenza, ma afferma anche che nessun dono, evento o umana responsabilita’ sono staccati o separati da Dio. Per il cristiano ortodosso tutte le cose buone hanno Dio come loro origine e fine. Nulla e’ al di fuori dell'amore e della cura di Dio.

Funzione funebre

La morte di un cristiano non colpisce solo la famiglia, ma anche l'intera Chiesa, poiche’ siamo tutti parte del Corpo di Cristo. La funzione funebre ortodossa, che esprime cio’, non va vista principalmente come un'occasione per lodare, in modo sentimentale, le virtu’ di un individuo. Piuttosto, le varie preghiere e inni sottolineano la dura realta’ della morte, come pure la vittoriosa resurrezione di Cristo attraverso cui il potere della morte viene vinto. La funzione funebre conforta chi e’ addolorato ed e’ anche il mezzo con cui la Chiesa prega per uno dei suoi membri morto nella fede di Cristo. L'Ortodossia considera la fine dell'esistenza fisica solo come la conclusione di uno stadio di vita. L'amore di Dio e’ piu’ forte della morte e la resurrezione di Cristo rende testimonianza a questo potere.

Il funerale ortodosso consiste in tre funzioni. Innanzittuto vi e’ una funzione di veglia dopo la morte, detta Trisagio. La Chiesa prega Cristo di far riposare con i Santi l'anima del Suo servo, dove non vi e’ alcun dolore, afflizione, ne’ gemiti, ma vita eterna. Mentre la Chiesa prega per l'anima del defunto, grande rispetto e’ attribuito al corpo. L'Ortodossia crede che il corpo del cristiano sia sacro, dal momento che e’ il tempio dello Spirito Santo e partecipera’ al ristabilimento finale di tutto il creato. La funzione funebre viene proseguita in chiesa, dove il corpo e’ portato nel giorno della sepoltura e dove normalmente viene celebrata la Divina Liturgia. Dopo la cerimonia funebre l'assemblea da’ il suo addio al defunto. La funzione del Trisagio viene ripetuta sulla tomba.

Funzione di commemorazione

La morte cambia, ma non distrugge il legame di amore e di fede che esiste tra tutti i membri della Chiesa. L'Ortodossia crede che attraverso le nostre preghiere coloro che si sono addormentati nella fede e nella speranza della Resurrezione continuino ad avere l'opportunita’ di accostarsi a Dio. Percio’ la Chiesa prega costantemente per i suoi membri morti in Cristo. Noi riponiamo la nostra fiducia nell'amore di Dio e nel potere del reciproco amore e del perdono. Preghiamo che Dio perdoni i peccati del fedele scomparso e che lo accolga tra i Santi nel Regno celeste. La Chiesa ortodossa ricorda i defunti nelle preghiere di ogni Divina Liturgia. Vi e’ anche un'apposita funzione commemorativa in cui la Chiesa ricorda i morti. Secondo la tradizione, questa funzione commemorativa e’ celebrata nel terzo, nono e quarantesimo giorno dopo la morte, come pure nella ricorrenza annuale della morte. Oltre a tali scadenze, la funzione commemorativa e’ sempre celebrata per tutti i fedeli defunti nei quattro Sabati delle anime: i due sabati precedenti la Grande Quaresima, il primo sabato della Grande Quaresima ed il sabato prima della Pentecoste. Quando viene celebrata la funzione commemorativa e’ usanza che la famiglia del defunto porti in chiesa un piatto di grano bollito, che viene posto su una tavola al centro della navata per la funzione. Il grano, conosciuto come colliva, e’ un simbolo della resurrezione. Parlando della resurrezione, nostro Signore disse: Se il seme del grano non cade nella terra e muore, esso rimane unico; ma se muore porta maggior frutto (Gv 12, 24).

La Grande Benedizione delle Acque

L'Epifania, uno dei piu’ antichi ed importanti giorni festivi della Chiesa ortodossa, commemora la manifestazione della Santa Trinita’, che avvenne durante il battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Riconoscendo un grande significato a questo evento, l'Ortodossia crede che il battesimo di Cristo non solo abbia segnato l'inizio del Suo ministero pubblico e rivelato la Trinita’, ma significhi anche che l'intera creazione e’ destinata a partecipare alla gloria della redenzione in Cristo. Mentre Cristo entro’ nel Giordano per essere battezzato, due eventi si verificarono:

Egli identifico’ Se stesso con il popolo che era venuto a salvare; e identifico’ Se stesso con l'intero creato, rappresentato dall'acqua.

Con il Suo battesimo il Signore Gesu’ Cristo rivelo’ il valore del creato e lo volse di nuovo verso il suo Creatore. La creazione e’ buona ed appartiene a Dio.

La Grande Benedizione delle Acque e’ celebrata alla vigilia e nel giorno stesso della festa dell'Epifania, subito dopo la Divina Liturgia. La benedizione non solo ricorda l'evento del battesimo di nostro Signore e la rivelazione della Santa Trinita’, ma esprime anche la credenza ortodossa che la creazione venga santificata attraverso Cristo. La benedizione afferma che l'umanita’ ed il creato, di cui facciamo parte, furono creati per essere colmati della presenza santificante di Dio. Dopo la solenne benedizione l'Acqua Santa e’ distribuita ai fedeli ed e’ usata per benedire le case durante il periodo dell'Epifania. Quando il fedele beve l'Acqua dell'Epifania, ricorda il proprio battesimo. Quando la Chiesa benedice una persona o un oggetto o un evento con l'acqua, si afferma che quei battezzati, i loro ambienti e le loro responsabilita’ sono santificati per mezzo di Cristo e portati nel Regno del Padre attraverso lo Spirito. Oltre alla Grande Benedizione delle Acque, vi e’ la Benedizione minore delle Acque, funzione che puo’ essere celebrata in qualunque momento. Di solito viene celebrata quando si benedice una casa, nel primo giorno del mese, all'inizio dell'anno scolastico e all'inizio di nuove opere.

La Benedizione del pane (Artoclasia)

La Benedizione dei cinque pani e’ una breve funzione di ringraziamento con cui esprimiamo la nostra gratitudine per tutte le benedizioni della vita. Olio, vino, grano e pani, usati nella funzione, vengono considerati gli elementi base piu’ necessari per la vita. La Benedizione ci ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci con cui Cristo nutri’ la moltitudine. Questa benedizione e’ abitualmente celebrata durante i Vespri o dopo la Divina Liturgia nei giorni festivi e in altre speciali occasioni. Dopo la cerimonia il pane e’ spezzato e distribuito all'assemblea.

L'Inno Acatisto

La Chiesa ortodossa adora solo Dio. Tuttavia, tributa venerazione a persone che sono state importanti strumenti di Dio nella storia della salvezza. Tra queste e’ Maria, la Teotoco (Genitrice di Dio). La Chiesa ortodossa onora grandemente Maria poiche’ fu scelta per dare la vita al Figlio di Dio. Come uno degli inni proclama: Cantando la lode alla tua maternita’, noi ti esaltiamo come un tempio spirituale, Teotoco. Poiche’ l'Uno che dimoro’ nel tuo grembo, il Signore che tiene tutte le cose nelle Sue mani, ti ha santificata, ti ha glorificata ed ha insegnato a tutti a cantarti ... La piu’ bella e poetica funzione della Chiesa ortodossa in onore di Maria e’ l'Inno Acatisto. La parola acatisto significa senza sedersi. L'assemblea sta in piedi durante tutta la cerimonia per rispetto a Maria ed al suo ruolo unico nella storia della nostra salvezza in Cristo. L'Inno Acatisto e’ cantato in quattro parti durante i primi quattro venerdi’ della Grande Quaresima. Nel quinto venerdi’ si canta l'intero inno.

La funzione di Supplica (Paraclesi)

La funzione della Supplica, anche conosciuta come Paraclesi, e’ celebrata specialmente nei momenti di malattia, tentazione o scoraggiamento. Le varie preghiere chiedono al Signore guida, forza personale e guarigione. Molti degli inni e preghiere sono diretti a Maria, la Teotoco, a cui si chiede assistenza. L'Ortodossia afferma che ognuno di noi e’ unito a Maria, ai Santi ed ai fedeli defunti con un legame di fede e di amore in Cristo. Percio’, proprio come in questa vita possiamo rivolgerci l'un l'altro per una preghiera, la Chiesa crede che possiamo anche rivolgerci a Maria, l'essere umano piu’ vicino a Dio, e chiederle di pregare Dio per noi. Questa convinzione e’ espressa nell'inno che dice: O protettrice sicura dei cristiani, sempre presente per intercedere per loro dinnanzi al Creatore, non disprezzare le richieste di noi peccatori che siamo ricorsi a te, ma, nella tua bonta’, estendi il tuo aiuto a noi che ci rivolgiamo a te con fiducia. Affrettati, o Teotoco, ad intercedere per noi. O tu che hai sempre protetto coloro che ti onorano. Vi sono due forme della funzione di Supplica: la maggiore e la minore. E' la funzione minore di Supplica la piu’ breve e la piu’ frequentemente celebrata. Entrambe le forme di funzione vengono celebrate durante i primi quattordici giorni di agosto, che precedono la festa della Dormizione della Teotoco, celebrata il 15 agosto.

Insegnamenti

La Chiesa ortodossa ha mantenuto attraverso i secoli una continuita’ di fede e di amore con la comunita’ apostolica fondata da Cristo e sostenuta dallo Spirito Santo. L'Ortodossia crede di aver sempre, fin dai tempi degli apostoli, preservato ed insegnato la vera fede cristiana, senza errori od alterazioni; e’ convinta anche che nulla nella sua dottrina sia contrario alla Verita’, ne’ tantomeno ostacoli la reale unione con Dio. L'atemporalita’ che spesso caratterizza la ritualita’ della cristianita’ orientale altro non e’ che espressione del suo desiderio di restare fedele all'originaria fede cristiana. Per l'Ortodossia la fede cristiana e la Chiesa sono inseparabili. E' impossibile conoscere Cristo e partecipare alla vita della Santa Trinita’ al di fuori della Chiesa. E' nella Chiesa che la fede cristiana viene proclamata e mantenuta; e’ attraverso la Chiesa che il credente viene nutrito nella fede.

Rivelazione

Per l'Ortodossia Dio e’ la sorgente della fede. Dio si e’ rivelato a noi, nella persona di Gesu’ Cristo, il Suo Figlio. Questa rivelazione di Dio, il Suo amore e il Suo proposito sono costantemente resi manifesti ed attuali nella vita della Chiesa con la potenza dello Spirito Santo.

La fede ortodossa non prende l'avvio da speculazioni religiose, ne’ dalle cosiddette prove dell'esistenza di Dio, ne’ da una ricerca umana del divino. L'origine della fede cristiana ortodossa e’ l'auto-manifestazione di Dio. Ogni giorno la preghiera mattutina della Chiesa afferma e ci rammenta questo dichiarando: Il Signore e’ Dio ed e’ apparso a noi.

Sebbene Dio, nella Sua essenza, sia per noi sconosciuto ed inaccessibile, Egli si e’ manifestato e si manifesta continuamente a noi; e la Chiesa lo sperimenta come Padre, Figlio e Spirito Santo. La dottrina della Santa Trinita’, centrale per la fede ortodossa, non e’ il risultato di speculazioni, ma la straripante esperienza di Dio. Vi e’ un solo Dio in tre Persone distinte. L'incontro con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e’ un'esperienza di contatto reale con Dio. L'Ortodossia crede che, pur essendo la Santa Trinita’ un mistero che supera la ragione umana, sia veramente possibile al credente partecipare alla Trinita’ attraverso la Chiesa, soprattutto per mezzo della celebrazione dell'Eucaristia, degli altri sacramenti e funzioni sacre.

Incarnazione di Gesu’ Cristo

Insieme al mistero della Santa Trinita’, il mistero dell'Incarnazione occupa un posto centrale nella fede e nell'insegnamento della Chiesa ortodossa. Gesu’ Cristo, lungi da essere un semplice pio uomo o un grande maestro di morale, e’ il Figlio di Dio fatto uomo per salvare gli uomini. In Lui la divinita’ si e’ unita all'umanita’ senza che una delle due realta’, divina o umana, si annulli. Gesu’ Cristo e’ veramente Dio e partecipa della medesima realta’ del Padre e dello Spirito. Nel contempo, Egli e’ realmente uomo e partecipa con noi a tutto cio’ che e’ umano. La Chiesa crede che Gesu’ Cristo, unico Dio-uomo, abbia ristabilito l'umanita’ nella comunione con Dio manifestando la Santa Trinita’, insegnando il significato dell'autentica vita umana, e sconfiggendo i poteri del male e della morte attraverso la Sua resurrezione.

Cristo e’ la suprema espressione dell'amore di Dio Padre per il Suo popolo, reso presente in ogni tempo e in ogni luogo dallo Spirito Santo nella vita della Chiesa. I grandi Padri della Chiesa riassumono il ministero di Cristo nell'audace affermazione: Dio divenne cio’ che noi siamo, cosicche’ noi potessimo divenire cio’ che Egli e’.

Scritture

Le Sacre Scritture sono altamente considerate dalla Chiesa ortodossa. La loro importanza e’ espressa dal fatto che passi della Bibbia vengono letti in ogni funzione liturgica. La Chiesa ortodossa che si considera fedele custode e verace interprete delle Scritture, ritiene che i libri della Bibbia siano una preziosissima testimonianza della rivelazione di Dio. Il Vecchio Testamento, raccolta di quarantanove libri di vario stile letterario che descrive la rivelazione di Dio agli antichi Israeliti, e’ considerato una preparazione alla venuta di Cristo e deve essere letto alla luce della Sua rivelazione. Il Nuovo Testamento e’ incentrato sulla persona ed opera di Gesu’ Cristo e sull'effusione dello Spirito Santo nella Chiesa primitiva: i quattro Vangeli presentano la vita, l'insegnamento, la morte e resurrezione di Cristo; le ventuno Epistole e gli Atti degli Apostoli sono dedicati alla vita cristiana e allo sviluppo della Chiesa primitiva; il Libro della Rivelazione (Apocalisse) e’ un testo simbolico sul ritorno di Cristo. Il Nuovo Testamento, specialmente i Vangeli, e’ importantissimo per l'Ortodossia in quanto testimonianza scritta della compiuta rivelazione di Dio nell'Incarnazione del Figlio di Dio, nella Persona di Gesu’ Cristo.

Tradizione

Benche’ la Bibbia sia custodita come una preziosa registrazione scritta della rivelazione di Dio, non contiene interamente tale rivelazione. La Bibbia e’ considerata un'espressione solo della rivelazione di Dio nella vita del Suo popolo. La Scrittura e’ parte del tesoro della fede conosciuto come Tradizione. Tradizione indica cio’ che e’ tramandato da una generazione all'altra. Oltre alla testimonianza della fede nella Scrittura, la fede cristiana ortodossa e’ celebrata nell'Eucaristia, insegnata dai Padri, glorificata dai Santi, espressa in preghiere, inni, e icone; difesa dai sette Concili Ecumenici; incorporata nel Credo di Nicea-Costantinopoli; manifestata nella sollecitudine sociale e, con la potenza dello Spirito Santo, e’ vissuta in ogni parrocchia ortodossa locale. La vita della Santa Trinita’ e’ manifestata in ogni aspetto della vita della Chiesa. Infine, la Chiesa e’, nel suo insieme, custode dell'autentica fede cristiana che rende testimonianza a quella Rivelazione.

Concili e Credo

Come l'Ortodossia ha evitato ogni tendenza a limitare la visione della rivelazione di Dio ad un solo aspetto della sua vita, cosi’ ha evitato anche la definizione sistematica o estensiva della fede. L'Ortodossia afferma che la fede cristiana esprime e mira al misterioso rapporto di grazia tra Dio e l'umanita’. Dio divenne uomo nella persona di Gesu’ Cristo non per istituire una nuova filosofia o un nuovo codice di comportamento, ma anzitutto per donarci una nuova vita nella Santa Trinita’. Questa realta’, evidente nella Chiesa, non puo’ essere compresa dalla ragione umana, ne’ espressa dal linguaggio, da formule o definizioni. Il contenuto della fede non e’ opposto alla ragione, ma spesso va oltre i limiti della ragione, come molte importanti realta’ della vita. L'Ortodossia riconosce la suprema maesta’ di Dio, come pure le limitazioni della mente umana. Quindi la Chiesa accetta l'elemento del mistero nel suo approccio a Dio.

Solo quando le verita’ fondamentali della fede sono seriamente minacciate da falsi insegnamenti, la Chiesa agisce per definire dogmaticamente un articolo di fede. Per questa ragione le decisioni dei sette Concili ecumenici dell'antica Chiesa indivisa sono normative. I Concili ecumenici furono sinodi nei quali i vescovi di tutto il mondo cristiano si radunarono per definire la vera fede. Essi non crearono nuove dottrine, ma proclamarono, in un luogo e tempo particolare, cio’ che la Chiesa ha sempre creduto e insegnato. Il Credo di Nicea-Costantinopoli, formulato nei Concili di Nicea (325) e di Costantinopoli (381), fu da allora riconosciuto come l'espressione autorevole delle credenze fondamentali della Chiesa ortodossa. Il Credo e’ spesso detto anche Simbolo di fede, perche’ indica non una dichiarazione analitica, bensi’ suggerisce una realta’ superiore a se stesso cui rende testimonianza. Per tutte le generazioni il Credo e’ stato il criterio della fede autentica e la base dell'educazione cristiana. Il Credo e’ recitato durante il battesimo ed in ogni Divina Liturgia.

I Sacramenti

Una delle preghiere piu’ note della Chiesa ortodossa si rivolge allo Spirito di Dio, che e’ presente in ogni luogo e riempie ogni cosa. Questa profonda affermazione e’ fondamentale per la comprensione ortodossa di Dio e della Sua relazione con il mondo. Crediamo che Dio sia veramente vicino a noi. Benche’ non possa essere visto, Dio non e’ lontano dalla Sua creazione. Attraverso Cristo Risorto e lo Spirito Santo Dio e’ presente e attivo nelle nostre vite e nella creazione che ci circonda. Tutta la nostra vita e la creazione, di cui siamo una parte importante, indicano e rivelano Dio.

Vi sono esperienze speciali nella nostra vita comunitaria in quanto cristiani ortodossi, quando la percezione della presenza e dell'opera di Dio e’ esaltata e celebrata. Chiamiamo questi eventi della Chiesa sacramenti. Tradizionalmente i sacramenti sono conosciuti nella Chiesa ortodossa come misteri. Questa definizione sottolinea che in questi avvenimenti speciali della Chiesa Dio si manifesta attraverso le preghiere e le azioni del Suo popolo.

I sacramenti non solo ci manifestano e ci rivelano Dio, ma servono anche a renderci recettivi nei Suoi confronti. Tutti i sacramenti influiscono sul nostro rapporto personale con Dio e degli uni con gli altri. Lo Spirito Santo opera attraverso i sacramenti, ci porta a Cristo che ci unisce al Padre. Partecipando ai sacramenti ci accostiamo maggiormente a Dio e riceviamo i doni dello Spirito Santo. Questo processo di deificazione o teosi, com'e’ inteso dall'Ortodossia, avviene non in isolamento dagli altri, ma nel contesto di una comunita’ credente. Sebbene i sacramenti siano rivolti a ciascuno di noi personalmente, essi sono esperienze che coinvolgono l'intera Chiesa.

I sacramenti della Chiesa ortodossa sono composti da letture bibliche, preghiere, inni, gestualita’ e processioni. Molte parti delle funzioni risalgono ai tempi apostolici. La Chiesa ortodossa ha evitato di ridurre i sacramenti ad una formula o ad un atto specifico. Spesso un'intera serie di atti sacri costituiscono un sacramento.

La maggior parte dei sacramenti si avvale di una parte degli elementi della creazione come segno esteriore e visibile della rivelazione di Dio. Acqua, olio, pane e vino sono alcuni dei diversi elementi che la Chiesa ortodossa usa nel suo culto. Il frequente uso degli elementi della creazione ci ricorda che la materia e’ buona e puo’ divenire uno strumento dello Spirito. Inoltre, afferma la verita’ centrale della fede cristiana ortodossa: che Dio e’ divenuto carne in Gesu’ Cristo ed e’ entrato nella creazione, riconducendo cosi’ il cosmo verso la sua vocazione a glorificare il suo Creatore.

L'Eucaristia

La Santa Eucaristia, come gia’ detto, e’ l'esperienza di culto centrale e piu’ importante della Chiesa ortodossa, definita spesso il Sacramento dei Sacramenti; e’ la celebrazione della morte e della resurrezione di Cristo, offerta ogni domenica e giorno festivo. Tutti gli altri sacramenti della Chiesa portano all'Eucaristia o derivano da essa, che e’ dunque al centro della vita della Chiesa stessa.

Il battesimo

Il sacramento del battesimo ci inserisce nella Chiesa, Corpo di Cristo, ed e’ la nostra introduzione nella vita della Santa Trinita’. L'acqua e’ un simbolo naturale di purificazione e di rinnovamento di vita; attraverso la triplice immersione nell'acqua del Battistero nel nome della Santa Trinita’ si muore ai vecchi usi del peccato e si nasce a una nuova vita in Cristo. Il battesimo e’ la pubblica identificazione di una persona con Cristo e la Sua Chiesa, e’ una pasqua personale attraverso cui ognuno di noi partecipa alla morte e alla vittoriosa resurrezione di Cristo. Seguendo l'uso dell'antica Chiesa, l'Ortodossia incoraggia il battesimo degli infanti. La Chiesa crede che il sacramento rende testimonianza all'azione di Dio che sceglie un bambino perche’ sia un membro importante del Suo popolo. Ci si aspetta che i bambini, dal giorno del loro battesimo, maturino nella vita dello Spirito, tramite la loro famiglia e la Chiesa. Il battesimo degli adulti viene celebrato quando non vi sia un precedente battesimo nel nome della Santa Trinita’.

La cresima

Il sacramento della cresima (confermazione) segue immediatamente il battesimo e non e’ mai rinviato ad eta’ piu’ avanzata. Come il ministero di Cristo fu animato dallo Spirito e la predicazione degli apostoli fortificata da esso, cosi’ anche la vita di ogni cristiano ortodosso e’ santificata dallo Spirito Santo. La cresima, che spesso e’ definita una pentecoste personale, e’ il sacramento che impartisce lo Spirito in modo speciale.

Nel sacramento della cresima il sacerdote unge varie parti del corpo del neo-battezzato con olio santo, dicendo: Il suggello dei doni dello Spirito Santo. L'olio santo, benedetto dal vescovo, e’ un segno di consacrazione e di forza. Il sacramento enfatizza le verita’ che non solo ogni persona e’ membro prezioso della Chiesa, ma anche che ognuno e’ benedetto dallo Spirito con certi doni e qualita’. L'unzione ci ricorda anche che i nostri corpi sono preziosi e sono coinvolti nel processo di salvezza.

I sacramenti di iniziazione sono sempre conclusi dall'amministrazione della Santa Comunione al neo-battezzato. Questa pratica rivela che l'Ortodossia considera i bambini, come membri importanti della Chiesa sin dalla loro infanzia e non vi e’ mai un momento in cui i giovani non sono parte del popolo di Dio.

La confessione

Come membri della Chiesa noi abbiamo responsabilita’ nei confronti degli altri e, naturalmente, verso Dio. Quando pecchiamo il nostro rapporto con Dio e con gli altri viene distorto. Il peccato e’ in definitiva un'alienazione da Dio, dai nostri simili e dal nostro vero essere che e’ creato ad immagine e somiglianza di Dio. La confessione e’ il sacramento con cui i nostri peccati vengono perdonati ed il nostro rapporto con Dio e con gli altri e’ ripristinato e rafforzato. Attraverso il sacramento della confessione Cristo nostro Signore continua a risanare coloro che sono malati nello spirito e restituisce all'amore del Padre quanti si sono allontanati da Lui. Secondo l'insegnamento ortodosso il penitente confessa a Dio ed e’ perdonato da Dio. Il sacerdote e’ il testimone sacramentale che rappresenta sia Cristo che il Suo popolo; non e’ giudice, ma medico e guida. E' un antico uso ortodosso per ogni cristiano avere un padre spirituale a cui ricorrere per consigli e guida spirituali. La confessione puo’ aver luogo in diverse circostanze. La frequenza e’ lasciata alla discrezione del fedele. In caso di grave peccato, comunque, la confessione e’ una preparazione necessaria alla Santa Comunione.

Il matrimonio

Dio e’ attivo nelle nostre vite. E' Lui che unisce un uomo e una donna in un rapporto di reciproco amore. Il sacramento del matrimonio porta una testimonianza della Sua azione. Attraverso questo sacramento un uomo e una donna sono uniti pubblicamente come marito e moglie. Essi entrano in un nuovo rapporto reciproco, con Dio e con la Chiesa. Poiche’ il matrimonio non e’ visto come un contratto legale, non vi sono voti nel sacramento. Secondo l'insegnamento ortodosso, il matrimonio non e’ semplicemente un'istituzione sociale, e’ un'eterna vocazione al Regno di Dio. Un marito e una moglie sono chiamati dallo Spirito Santo non solo a vivere insieme, ma anche a condividere la loro vita cristiana, cosicche’ ognuno, con l'aiuto dell'altro, possa accostarsi maggiormente a Dio ed essi possano divenire le persone che sono destinate ad essere. Nel rito matrimoniale ortodosso, dopo che la coppia e’ stata fidanzata e si e’ scambiata gli anelli, entrambi sono coronati con corone di gloria e di onore, significando cosi’ l'istituzione di una nuova famiglia sotto la protezione Dio. Prima della conclusione della funzione il marito e la moglie bevono da una coppa comune, ricordo delle nozze di Cana e simbolo della condivisione dei pesi e delle gioie nella loro nuova vita insieme.

I sacri ordini

Lo Spirito Santo preserva la continuita’ della Chiesa per mezzo del sacramento della santa ordinazione. Tramite l'ordinazione uomini scelti in seno alla Chiesa vengono destinati dalla Chiesa ad un servizio speciale. Ogni ordinato e’ chiamato da Dio per mezzo del Suo popolo a stare in mezzo alla comunita’ come pastore e maestro, e come rappresentante della parrocchia di fronte all'altare. Ogni ordinato e’ anche un' immagine vivente di Cristo in mezzo al Suo popolo. Secondo l'insegnamento ortodosso il processo di ordinazione inizia con l'assemblea locale; ma il vescovo soltanto, che agisce in nome della Chiesa universale, puo’ compiere l'ordinazione. Egli agisce con l'invocazione dello Spirito Santo e l'imposizione delle mani sull'ordinato.

Seguendo l'uso della Chiesa apostolica, vi sono tre ordini maggiori, ciascuno dei quali richiede una speciale ordinazione. Questi sono: il vescovo, considerato successore degli apostoli; il sacerdote e il diacono, che agiscono a nome del vescovo. Ogni ordine e’ distinto per le sue responsabilita’ pastorali. Solo un vescovo puo’ ordinare. Spesso altri titoli e cariche vengono associati ai tre ordini. La Chiesa ortodossa permette che gli uomini si sposino prima di essere ordinati. Dal VI secolo i vescovi sono scelti tra i monaci.

Unzione dei malati - Santa unzione

Quando si e’ malati o afflitti questo puo’ essere assai spesso un momento della vita in cui ci si sente soli e isolati. Il sacramento dell'unzione dei malati, o santa unzione, ci ricorda che quando siamo afflitti, sia fisicamente che emotivamente o spiritualmente, Cristo e’ presente tra noi attraverso il ministero della Sua Chiesa. Egli e’ tra noi per offrire la forza di affrontare le sfide della vita e perfino la morte.

Come per la cresima, anche in questo sacramento e’ usato l'olio come segno della presenza, della forza e del perdono di Dio. Dopo la lettura di sette epistole, sette vangeli e la formulazione di sette preghiere, tutte volte alla guarigione, il sacerdote unge il corpo con l'olio santo. L'Ortodossia non considera questo sacramento utile solo per coloro che sono vicini alla morte, ma e’ offerto a tutti coloro che sono malati nel corpo, nella mente o nello spirito. La Chiesa celebra il sacramento per tutti i suoi membri il mercoledi’ santo.

Altri sacramenti e benedizioni

La Chiesa ortodossa non ha mai formalmente fissato un numero specifico di sacramenti. In aggiunta all'Eucaristia, essa accetta i sette misteri suddetti come sacramenti, poiche’ questi coinvolgono l'intera comunita’ e, cosa piu’ importante, sono strettamente correlati all'Eucaristia. Vi sono diverse altre benedizioni e funzioni speciali che completano i sacramenti piu’ importanti e che riflettono la presenza della Chiesa in tutta la vita del suo popolo.

Spiritualita'

La Chiesa ortodossa proclama il Vangelo di Gesu’ Cristo. Nella lingua greca la parola Vangelo (Evangelion) significa letteralmente buona novella. La buona novella della cristianita’ ortodossa e’ una proclamazione dell'amore infinito di Dio che arriva fino a sacrificare il Figlio unigenito per la salvezza dell'umanita’, nonche’ la rivelazione del vero destino della persona umana. Riflettendo sul gioioso messaggio del Vangelo, San Gregorio di Nissa scrisse nel quarto secolo: La buona novella consiste nel fatto che l'uomo non e’ piu’ un esule, allontanato dal Regno di Dio; ma che e’ di nuovo un figlio, un cittadino del Suo Regno.

L'Ortodossia crede che il supremo tesoro che Dio desidera condividere con noi sia la Sua propria vita. La nostra fede inizia con l'affermazione che Dio agi’ nella storia per permetterci di partecipare al Suo amore e alla Sua bonta’, di essere cittadini del Suo Regno. Questa convinzione e’ espressa in modo meraviglioso nella preghiera della Liturgia che dice: Non hai tralasciato nulla, finche’ non ci hai ricondotti in cielo e ci hai donato il regno futuro. L'iniziazione all'amore per Dio Padre e’ espressa perfettamente e incarnata nella persona e nel ministero di Gesu’ Cristo. Lo scopo dell'Incarnazione del Figlio di Dio fu di ristabilire la comunione tra umanita’ e Dio. I grandi maestri e Padri della Chiesa ortodossa hanno constantemente affermato questa convinzione, proclamando che Dio e’ diventato cio’ che noi siamo, affinche’ noi possiamo diventare cio’ che Egli e’.

Cristo e’ esaltato come la nostra Luce e la nostra Vita. Nella Sua persona si uniscono l'umanita’ e la divinita’; anche ognuno di noi e’ chiamato a partecipare a questa unita’. Nel Suo modo di vita vi e’ il modello dell'autentica vita umana che siamo invitati a seguire. La Sua gloriosa resurrezione e’ per noi la liberazione da tutte le potenze che ci possono allontanare dal Regno. Attraverso Cristo, quindi, Dio Padre ci ha riconquistati e ci ha chiamati ad essere i Suoi figli.

Teosi o deificazione

La vocazione e lo scopo fondamentali di ogni persona e’ di prendere parte alla vita di Dio. Siamo stati creati da Dio per vivere in comunione con Lui. La discesa di Dio nella persona di Gesu’ Cristo ha reso possibile l'ascesa umana al Padre attraverso l'opera dello Spirito Santo. L'Ortodossia crede che ogni cristiano sia coinvolto in un movimento verso Dio, che e’ conosciuto come teosi o deificazione. La teosi descrive il pellegrinaggio spirituale nel quale ogni persona diventa sempre piu’ perfetta, sempre piu’ santa, sempre piu’ unita a Dio. Non e’ un rapporto statico, ne’ ha luogo solamente dopo la morte. Al contrario, la teosi e’ un movimento d'amore verso Dio, che per ogni cristiano comincia con i riti del battesimo e che continua attraverso questa vita, nonche’ nella vita a venire. La salvezza significa liberazione dal peccato, dalla morte e dal male. La redenzione significa la nostra riconquista da parte di Dio. Nell'Ortodossia sia la salvezza e che la redenzione sono compresi nel contesto della teosi. Questa ricca visione della vita cristiana fu felicemente espressa da San Pietro quando scrisse nella sua seconda Epistola che siamo chiamati a diventare partecipi della divina natura. San Basilio il Grande descrisse l'uomo come la creatura che ha ricevuto l'ordine di diventare un dio.

Queste sono certamente affermazioni audaci che vanno comprese nel modo dovuto. La Chiesa ortodossa intende la teosi come un'unione con le energie di Dio e non con la Sua essenza che rimane sempre nascosta e sconosciuta. L'esperienza della Chiesa testimonia che questa e’ una vera unione con Dio e non vi e’ nulla di panteistico in essa, poiche’ il divino e l'umano mantengono le loro caratteristiche specifiche. In questo senso, l'Ortodossia crede che la vita umana raggiunga il suo compimento solamente quando e’ pervasa dal divino.

Lo Spirito Santo

L'unione sempre piu’ profonda di ogni cristiano con Dio non e’ un processo magico o automatico. Mentre Cristo ha distrutto i poteri del peccato, della morte e del male una volta per sempre, questa vittoria deve essere fatta propria da ogni credente in cooperazione con lo Spirito Santo. Ognuno e’ chiamato a unirsi con lo Spirito vivificante e liberatore realizzando la pienezza della vita umana in comunione con il Padre. Lo Spirito Santo e’ l'agente della deificazione; il suo compito e’ di incorporarci nella vita della Santa Trinita’. Tuttavia, lo Spirito rispetta sempre la liberta’ umana e sollecita la nostra cooperazione attiva nel perfezionare l'immagine e la somiglianza di Dio con cui ognuno di noi e’ creato.

La nostra partecipazione alla vita della Santa Trinita’, conosciuta come teosi, ha luogo nella Chiesa. Per gli ortodossi la Chiesa e’ il luogo d'incontro tra Dio e il Suo popolo. Lo Spirito Santo e la Chiesa sono legati organicamente. Gia’ nel II secolo Sant'Ireneo disse: Dove c'e’ la Chiesa li’ e’ lo Spirito e dove e’ lo Spirito li’ e’ la Chiesa. Lo Spirito Santo agisce nella vita della Chiesa per rivelare la nostra comune umanita’ in Cristo e per unirci con il Padre. Riceviamo lo Spirito Santo: tramite la celebrazione dell'Eucaristia e la partecipazione alla Santa Comunione; tramite la partecipazione agli altri sacramenti; tramite la nostra disciplina di preghiera quotidiana, e tramite la pratica del digiuno; pratiche tutte queste che rendono la nostra vita simile a quella di Cristo.

Lo Spirito Santo che e’ onorato come Signore e Datore di vita, si manifesta nella vita della Chiesa per renderci perfetti, pienamente liberi, responsabili e traboccanti d'amore. Frutto del culto sono i doni dello Spirito, che nella lettera ai Galati, San Paolo definisce: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bonta’, fedelta’, mitezza, dominio di se’ (Gal 5, 22). Certamente, queste sono le virtu’ di una vita simile a quella di Cristo, di una vita cristificata, e testimoniano che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili.

La singola persona e la Chiesa

La realta’ della teosi non rende solamente testimonianza all'amore di Dio, che desidera condividere Se stesso con noi, ma esprime anche una visione assai positiva della persona umana. L'Ortodossia crede che ogni persona abbia un valore ed un'importanza intrinseci, in virtu’ della sua unica relazione con Dio. La persona umana non e’ mai vista come un essere completamente corrotto. L'immagine di Dio puo’ essere alterata dal peccato, ma mai distrutta. Attraverso la vita della Chiesa vi e’ sempre l'opportunita’ di perfezione. Quando i sacramenti sono amministrati, sono sempre offerti al fedele con la menzione del suo nome, non solo per sottolineare la dignita’ di ogni persona, ma anche la responsabilita’ che ogni persona ha nel suo rapporto con Dio. Mentre l'Ortodossia riconosce il valore di ogni singola persona, non crede che siamo destinati ad essere isolati o autosufficienti. Ognuno e’ chiamato ad essere un membro importante della Chiesa. L'Ortodossia crede che non si possa essere cristiano senza essere parte della Chiesa. Il processo della teosi ha luogo nel contesto di una comunita’ credente.

Essere uniti con Dio in seno alla Chiesa non significa che le nostre persone, uniche e irrepetibili, vengano distrutte. Non siamo assorbiti da una forza o potenza impersonale. Come ogni amore vero e prezioso, cosi’ pure l'amore di Dio per ognuno di noi rispetta il nostro essere persona. Il Suo amore non annienta, bensi’ rivela, eleva e perfeziona il nostro vero essere. Entrando nella vita di Dio, diventiamo le persone che siamo stati destinati ad essere.

Storia

La Chiesa ha la sua origine in Gesu’ Cristo e nella Santa Trinita’, non in un maestro umano o in un gruppo, ne’ in un codice di comportamento o in una filosofia religiosa. La Chiesa risale alla comunita’ apostolica, fondata da Gesu’ Cristo e animata dallo Spirito Santo. La festa della Pentecoste, celebrata cinquanta giorni dopo Pasqua, commemora l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli e segna l'inizio della missione della Chiesa nel mondo. La Chiesa ortodossa crede di aver mantenuto una continuita’ diretta e ininterrotta di amore, di fede e di ordine con la Chiesa di Cristo nata nell'esperienza pentecostale.

Il tempo dello sviluppo

Dopo secoli di persecuzione, l'inizio del IV secolo segno’ una nuova tappa nello sviluppo della Chiesa. Il periodo tra il IV e il X secolo fu importante per lo sviluppo dottrinale ed organizzativo della Chiesa:

fu definito il contenuto ufficiale, il canone, del Nuovo Testamento; le funzioni del culto ricevettero un quadro formale; fu elaborata la dottrina cristiana da grandi vescovi e teologi, detti Padri della Chiesa.

Fu anche un periodo di attivita’ missionaria: tra le piu’ importanti iniziative vi fu l'evangelizzazione degli Slavi da parte dei Santi Cirillo e Metodio, missionari della Chiesa di Costantinopoli. Tuttavia, il periodo non fu senza problemi. La Chiesa fu spesso travagliata da gravi scismi ed eresie. Per esempio, seri scismi ebbero luogo nel 431 e 451. Una delle piu’ gravi eresie fu l'Arianesimo che sosteneva non essere Cristo veramente Dio. Questa eresia tormento’ la Chiesa per circa un secolo. Le dottrine fondamentali della Chiesa furono proclamate e difese dai sette Concili ecumenici. Questi sinodi, conosciuti con i nomi delle citta’ in cui furono convocati, riunirono i vescovi di tutto il mondo cristiano, per affermare gli insegnamenti autentici della Chiesa sull'Incarnazione e sulla Santa Trinita’. I concili non crearono nuove dottrine, ma in un luogo e in un tempo particolari, proclamarono cio’ che la Chiesa aveva sempre creduto e insegnato. L'espressione conciliare e collegiale della vita e autorita’ della Chiesa, evidente nei Concili sia ecumenici che locali della Chiesa dei primi secoli, continuano tuttora ad essere un aspetto importante della cristianita’ ortodossa.

I Concili ecumenici stabilirono anche l'organizzazione della Chiesa riguardo ai cinque maggiori centri ecclesiastici, detti Patriarcati, di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. Gli arcivescovi di queste sedi vennero detti Patriarchi, con il compito di presiedere il sinodo dei vescovi della loro giurisdizione territoriale. Ogni patriarcato aveva i suoi indirizzi teologici, i suoi costumi e le sue tradizioni liturgiche, in definitiva il suo stile e modo di essere. Nondimeno, tutti condividevano l'unita’ della fede. Al vescovo di Roma fu riconosciuto un primato d'onore fin dai primi tempi, ed il secondo Concilio ecumenico (381) attribui’ anche alla sede costantinopolitana una posizione d'onore, stabilendo che: Il vescovo di Costantinopoli avra’ il posto d'onore dopo il vescovo di Roma, poiche’ Costantinopoli e’ la Nuova Roma.

Il grande scisma

Il Grande Scisma e’ il nome dato alla separazione tra la Chiesa occidentale (romano-cattolica) e la Chiesa orientale (ortodossa), che ha avuto luogo nel XI secolo. Le relazioni tra le due grandi tradizioni cristiane d'oriente e d'occidente furono spesso tese sin dal IV secolo. Comunque, l'unita’ e l'armonia si mantennero malgrado le differenze d'espressione teologica, di pratica liturgica e d'interpretazione dell'autorita’ ecclesiale. Nel IX secolo, le differenze, sia pur legittime, vennero accentuandosi per vari motivi politico-culturali, per varie rivendicazioni papali e per l'introduzione in occidente del Filioque nel Credo niceno-costantinopolitano. La dottrina del Filioque sostiene che lo Spirito Santo procede sia dal Padre che dal Figlio. Tanto questa interpretazione quanto le rivendicazioni papali furono fermamente rigettate dall'oriente.

Benche’ sia difficile fissare il momento esatto dello scisma, nell'anno 1054 accuse ufficiali, conosciute come anatemi, furono scambiate tra Roma e Costantinopoli. Le Crociate, e specialmente il saccheggio di Costantinopoli operato dai crociati nel 12O4, possono essere considerati l'episodio culminante nel processo di allontanamento vicendevole e di sfiducia reciproca sempre piu’ profonda.

Da allora in poi la Chiesa occidentale, centrata sul Papa di Roma, e la Chiesa orientale, centrata sul Patriarca di Costantinopoli, percorsero vie separate. Benche’ in seguito siano stati fatti tentativi per ristabilire la comunione, nel 1274 e nel 1439, non fu mai piu’ raggiunta un'unita’ durevole. Determinanti in senso negativo furono sempre fattori politici, culturali ed emotivi. La Chiesa ortodossa ritiene fino ad oggi che le due ragioni principali dello scisma siano state le rivendicazioni papali su una giurisdizione universale e la dottrina del Filioque.

Tempo di lotta

Nel 1453 la citta’ di Costantinopoli cadde nelle mani degli invasori musulmani ed ebbe cosi’ fine l'Impero bizantino. I grandi centri ecclesiastici di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, caduti sotto il controllo politico dell'Islam gia’ secoli prima, vennero allora associati a Costantinopoli. Nell'Impero ottomano i cristiani furono trattati come cittadini di seconda categoria, pagavano pesanti tasse e portavano un abbigliamento particolare. La vita della Chiesa ortodossa nei Balcani, nell'Asia Minore, in Siria, Palestina, Egitto ecc. continuo’ con grande difficolta’: migliaia di cristiani subirono il martirio; patriarchi furono deposti ed assassinati; chiese, monasteri e scuole furono chiusi e distrutti. Solamente con la liberazione dei paesi balcanici nel XIX secolo ebbe fine parte delle brutalita’. Tuttavia, vi fu una serie di massacri ancora all'inizio di questo secolo. Perfino oggi i cristiani non godono dei fondamentali diritti umani in Turchia e nel Medio Oriente. Dopo il declino di Bisanzio, la Chiesa di Russia e’ fiorita per circa 5OO anni. Con la rivoluzione bolscevica del 1917 l'Ortodossia russa si e’ trovata di fronte alle teorie ed alla politica dell'ateismo militante. La maggior parte delle chiese furono chiuse e venne inaugurata una politica mirante ad eliminare la fede cristiana in Russia, terra imbevuta di Ortodossia sin dal X secolo. Negli anni tra le due guerre mondiali i cristiani ortodossi in Russia hanno sofferto una persecuzione crudele e devastante. Solamente dal 1943 venne modificata la politica governativa, e la Chiesa ebbe una certa possibilita’ di esistenza. Il crollo del regime comunista qualche anno fa ha finalmente permesso alla Chiesa russa di cominciare a ristrutturarsi sia pure con grandi sforzi.

Oggi in molte regioni, una volta vanto e gloria della cristianita’ orientale, la Chiesa ortodossa lotta tra grandi ostacoli e persecuzioni. E' stato osservato che nei secoli recenti vi sono stati piu’ martiri che durante le grandi persecuzioni della Chiesa primitiva. Tuttavia, malgrado le ingiustizie e gli affronti, la fede sopravvive.

Tempo di rinnovamento e di riconciliazione

Negli ultimi due secoli la Chiesa ortodossa si e’ sviluppata come una presenza preziosa e una testimonianza luminosa sia in occidente che in estremo oriente. In America, Australia ed Europa occidentale l'Ortodossia conta ormai milioni di fedeli, oltre un migliaio di parrocchie, facolta’ teologiche, scuole, collegi, scuole catechetiche, orfanotrofi, ospizi e altri istituti ecclesiastici. Molti credono che l'Ortodossia abbia in se’ il potenziale per un vero rinnovamento creativo e per un'attivita’ missionaria in modo da contribuire considerevolmente alla vita dei paesi in cui si sta rapidamente sviluppando.

Dall'inizio di questo secolo la Chiesa ortodossa e’ impegnata nel movimento ecumenico. Questa ricerca dell'unita’ cristiana e’ il piu’ audace attacco alla divisione introdottasi nella vita della Chiesa gia’ sin dai primi secoli. La Chiesa di Costantinopoli non e’ stata solo tra i protagonisti del movimento per l'unita’, come dimostra l'enciclica patriarcale del 192O, che proponeva la creazione di una Societa’ delle Chiese sul modello della Lega delle Nazioni, ma e’ stata anche uno dei fondatori del Consiglio mondiale delle Chiese nel 1948. La causa dell'unita’ dei cristiani fu un particolare impegno del grande Patriarca Atenagora I che ha significativamente operato per promuovere un rinnovato senso della collegialita’ tra le varie Chiese locali dell'Ortodossia, nonche’ per inaugurare un vero dialogo con la Chiesa romano-cattolica. Nel 1968 il Patriarca, guardando al futuro, dichiaro’: Possa il Signore di misericordia inviare al piu’ presto alle nostre sante Chiese, orientale e occidentale, la grazia di concelebrare nuovamente la Divina Eucaristia e prendere la comunione di nuovo dallo stesso calice (...). Il calice comune sovrasta luminosamente l'orizzonte della Chiesa.