Agricoltura e pesca

Molti elementi
hanno contribuito a limitare la produzione e la produttività dell'agricoltura russa. Il
clima duro, la scarsità di terra arabile, il fatto che le terre abbastanza temperate da
sostenere una coltivazione redditizia sono spesso aride, mentre quelle con sufficiente
umidità sono sovente troppe fredde, sono tra i fattori che sempre hanno interferito con i
tentativi di migliorare la situazione dell'agricoltura.
Attualmente,
la proporzione di terra utilizzabile resta relativamente scarsa, con poco più del 12% del
totale. Per circa 3/5 è utilizzata per le coltivazioni, il resto per prati e pascoli.
Allagricoltura si dedica circa il 14% della popolazione attiva.
Fra i
principali prodotti dellagricoltura vanno ricordati il frumento, il cotone, la
barbabietola da zucchero, le patate, gli ortaggi e i girasoli.
Molto intensa è
la meccanizzazione: per i lavori agricoli sono utilizzati 1.200.000 trattori e 350.000
mietitrebbiatrici.
Per quanto
riguarda lallevamento, è da notare come il patrimonio zootecnico sia davvero
rilevante, e la Russia è uno dei maggiori produttori mondiali di carne e latte.
In Siberia vengono
allevate renne ed animali da pelliccia.
In Russia
sono presenti le più ingenti risorse forestali del mondo, e sui prodotti forestali si
fondano alcune delle più fiorenti industrie russe: segherie, fabbriche di mobili, pasta
di legno, cellulosa, carta.
Grande importanza ha la pesca, che dà un
importante contributo alla copertura del fabbisogno alimentare e alimenta lindustria
conserviera.
Lindustria della pesca è una delle
più importanti del mondo; essa si colloca al quarto posto dopo di quella della Cina, del
Giappone e degli Stati Uniti. Particolare attenzione è stata dedicata al potenziamento
degli allevamenti ittici. Famosissimo nel mondo è il caviale nero e rosso, ricavati dalle
uova di storione e di salmone. Negli ultimi anni la pesca non controllata dello storione e
diffusi fenomeni dinquinamento, che hanno interessato varie aree del mar Caspio,
hanno causato una consistente diminuzione di questo pesce molto pregiato. Il pesce
marino proviene prevalentemente dai porti situati sulloceano Pacifico; solo il 25%
del pescato proviene dalloceano Atlantico e dal mar Glaciale Artico. Il pesce di
queste zone è composto prevalentemente da aringhe e sardine che per il mercato interno
vengono sottoposte a specifici processi di conservazioni che ne fanno una caratteristica
gastronomica apprezzata in tutto il mondo. Famoso quanto lo storione è il granchio della
Kamcatka.
Industria ed energia

La parte europea fornisce
oltre l80% dellintera produzione manifatturiera.
Accanto alle regioni
industriali storiche di Mosca e di San Pietroburgo la concentrazione degli investimenti ha
privilegiato un numero ristretto di complessi territoriali di produzione.
Ad eccezione
dellAnomalia Magnetica di Kursk, specializzata nella produzione siderurgica, questi
sono localizzati presso le fonti energetiche e di materie prime dellarea orientale:
le regioni del Timan-Pecora e della Siberia occidentale, i complessi di
Pavlodar-Ekibastuz, e del Kansk-Acinsk, specializzati nella produzione energetica e
siderurgica; il complesso di Sajan e della Jakutsja meridionale, il primo specializzato
nella produzione di alluminio, il secondo nella metallurgia.
Tra i principiali
impianti metalmeccanici sono quelli di Togliatti (automobili) e Naberenyje
(trattori).
Il settore chimico è
assai diffuso.
Quanto
allindustria leggera, gli impianti tessili sono concentrati nella parte europea, con
la predominanza della lavorazione del cotone.
I beni di consumo
durevoli provengono invece dalle industrie a più elevata tecnologia presenti attorno a
Mosca e a San Pietroburgo.
Altre industrie molto diffuse
sono quelle del cemento, del tabacco e dei prodotti alimentari.
La capacità di
raffinazione è di circa 300.000.000 tonnellate di greggio per anno.

Lindustria
nucleare rappresentava circa l11 % della produzione energetica russa e le principali
centrali si trovavano nella Russia europea.
Lincidente della
centrale nucleare di Chernobyl, nellattuale Ucraina, nel 1986, aveva temporaneamente
fermato il programma sovietico di aumento della capacità nucleare. Questa ha ripreso nel
1992 con il governo russo.
Settore terziario e trasporti

Lunità monetaria russa è il rublo. Per
decenni lURSS non ha autorizzato la circolazione
della sua moneta sui mercati internazionali, dando al rublo un valore
arbitrario nel rapporto con le monete straniere.
Alla fine del 1991, il governo russo prese la decisione di
liberalizzare il corso del rublo, causando un vero e proprio affondamento del valore della
moneta.
Il rublo continua ad essere la divisa ufficiale
di diverse altre repubbliche dellex URSS, anche indipendenti come la Bielorussia.
La struttura del sistema bancario russo è
molto cambiata a partire dalla metà degli anni 80. Durante gli ultimi anni del
regime sovietico, le filiali della Gosbank, la banca federale dellURSS;
furono convertite in banche commerciali. Le sei grandi banche settoriali russe (risparmio,
agricoltura etc.) furono ugualmente trasformate in banche commerciali, oppure chiuse. Le
banche settoriali convertite posseggono ricavi molto più importanti delle banche
commerciali fondate ex novo.
Come parte dellURSS, la Russia
commerciava intensamente soprattutto con le altre repubbliche sovietiche.
La necessità di mantenere
linterdipendenza e rapporti commerciali privilegiati ha portato la Russia ed altre
nove repubbliche ex sovietiche a firmare, alla fine del 1993, un trattato di unione
economica.
Come tutta l'economia russa,
anche l'industria turistica è in corso di trasformazione. Data lestensione della
Russia, molti tipi di paesaggio vi sono rappresentati. Per quanto riguarda le
testimonianze artistiche, essa è ricca di architetture bizantine e delle successive
elaborazioni originali, propriamente russe, che si trovano nella celebre chiesa di S.
Basilio a Mosca, nellesuberanza stilistica dei cremini e dei monasteri
ortodossi del secolo XVI, arricchiti di preziose icone.
L'allestimento di una
vera rete ricettiva e di servizi orientati al turismo privato richiederà tuttavia del
tempo e notevoli investimenti, in quanto la gestione delle attività turistiche di ogni
tipo era in epoca sovietica prevalentemente nelle mani delle organizzazioni del partito
comunista e dei sindacati, proprietari di alberghi, pensionati, case di riposo e di cura e
mezzi di trasporto.
Grande importanza,
anche se irregolare, ha la rete ferroviaria (151.000 km nel 1995), su cui corre il 90% del
traffico merci (oleodotti esclusi) e il 50% di quello passeggeri. Per quanto riguarda il
sistema stradale (949.000 km, di cui il 79% asfaltati), a parte le grandi arterie che
collegano le città principali della Russia europea, è ancora
molto arretrato e trasporta solo una piccola parte delle merci.
Più importante è di
fatto il volume dei trasporti sulle vie d'acqua interne (oltre 100.000 km), soprattutto
lungo il sistema del Volga e nelle aree meno servite dalle ferrovie. Il trasporto
marittimo è importante non solo per il commercio estero, ma anche per collegare tra loro
diverse regioni della R., particolarmente nel settore artico. In crescita è l'importanza
del traffico aereo, decine sono gli aeroporti di grandi dimensioni, tra cui i tre di
Mosca.
Commercio
estero
Per quanto riguarda il commercio
internazionale, la Russia ha potuto già durante il periodo sovietico contare su rapporti
consolidati, e fino alla metà degli anni 80, i principali partners commerciali
dellURSS furono, per motivi politici, paesi socialisti, in particolare
dellEuropa dellest.
Tra i paesi socialisti, la
Germania dellest è stato il principale partner commerciale dellURSS, seguito
da Cecoslovacchia, la Polonia, lUngheria e la Bulgaria.
I principali partners commerciali
dellURSS dopo il blocco comunista sono diventati la Finlandia, la Germania
dellovest, lItalia e il Giappone.
Comunque, dopo i capovolgimenti
politici della fine degli anni 80, lURSS e i suoi principali partners
socialisti si videro obbligati di importare le tecnologie più avanzate dai paesi
occidentali. Nel 1987, i paesi del Consiglio dAssistenza Economica Mondiale (CAEM)
assorbivano il 60% delle esportazioni e fornirono il 64% delle importazioni
dellURSS.
A partire dagli anni novanta,
il commercio estero russo ha subito un profondo cambiamento. I paesi dellunione
europea, in particolare la Germania, sono diventati i principali fornitori e i principali
clienti.
Attualmente, la bilancia commerciale
fa segnare un costante attivo.
Miniere

Il sottosuolo della Russia è molto
ricco. La maggior parte delle materie prime richieste dallindustria moderna si
trovano nel paese.
I più importanti giacimenti
petroliferi sono quelli della Seconda e della Terza Baku, nel bacino del fiume Ob. Altri
giacimenti si trovano nel bacino del Volga e degli Urali.
Il gas naturale, talora
associato al petrolio, viene estratto nel Caucaso settentrionale e soprattutto nella
Siberia occidentale.
Nella zona di Mosca, negli
Urali e in Siberia vi sono i principali giacimenti di carbone, sempre negli Urali si
estrae anche il ferro.
Fra gli altri minerali vanno
ricordati manganese, mercurio, potassio, bauxite, cobalto, cromo, stagno, nichel, fosfati,
rame, argento, tungsteno, zinco.
La Russia dispone di grandi riserve minerarie; circa
1/3 dei metalli e del carbon fossile del mondo si trova nel sottosuolo russo.
Famoso è il saliente di Kursk presso il quale si
svolse la più grande battaglia di mezzi corazzati della Seconda Guerra Mondiale, nel suo
sottosuolo si trova un grandissimo giacimento di minerali ferrosi.
La Russia è anche ricca di nichel, tungsteno,
cobalto, oro, argento, molibdeno e rame.
Oltre ai diamanti, di cui la principale produttrice
è la penisola della Kamcatka, in Russia esistono grandi giacimenti di sali minerali che
costituiscono le materie prime per lindustria chimica.
La
tragedia ambientale
La fine della guerra fredda ha
diminuito la consapevolezza di vivere sotto la minaccia degli arsenali nucleari, che
dispongono di una potenza sufficiente a radere al suolo il mondo intero. L'allentamento
del segreto militare ha permesso di venire a conoscenza di alcuni casi passati, nei quali
un errore umano o dei sistemi di allarme hanno condotto il mondo sull'orlo di una guerra
nucleare involontaria. Un rischio di questa natura non dipende dalle condizioni politiche
internazionali.
L'impotenza
delle popolazioni a intervenire su una tecnologia, difesa dai governi, ha fatto sì che la
paura per il pericolo nucleare si sia riversata sui rischi connessi ai suoi usi pacifici,
in particolare dopo lincidente di Chernobyl. Molti iniziarono a interrogarsi con
preoccupazione circa la sicurezza delle centrali nucleari, sulle quali numerosi paesi
industrializzati avevano basato i propri programmi di sviluppo dopo la crisi petrolifera
del 1973.
Il 26 aprile 1986 nella centrale
nucleare di Chernobyl, presso Kiev, in Ucraina, si verificò un incidente gravissimo. A
seguito di un'esplosione in uno dei reattori si ebbe una fuoriuscita di materiale
radioattivo: le sostanze gassose, quelle volatili e il pulviscolo più leggero furono
trascinate dalle correnti atmosferiche in quota e percorsero migliaia di chilometri,
raggiungendo, in un primo tempo, la penisola scandinava e poi, in rapida successione,
l'Europa centrale, l'Italia e la Francia.

L'esplosione e la ricaduta
radioattiva, a causa del colpevole silenzio sovietico, vennero scoperte quasi per caso
dalla rete di controllo svedese solamente quarantotto ore dopo l'accaduto; per mesi i
valori radioattivi ambientali di diversi stati europei risultarono anomali. Alcuni
prodotti alimentari, come il latte e le verdure, furono esclusi dal mercato in base alla
loro provenienza dorigine. L'incidente provocò immediatamente circa trenta morti, e
le persone colpite in modo letale furono cento. Ma i danni nel lungo periodo restano
incalcolabili: le nascite di bambini malformati e l'incidenza delle malattie collegate
all'esposizione alla radioattività nella zona dell'incidente sono, tuttora, in aumento.n